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Il Glaucoma

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Il glaucoma è una delle principali cause di cecità al mondo. Si tratta di un insieme di patologie che interessano il nervo ottico, ovvero il prolungamento delle terminazioni nervose delle cellule ganglionari responsabile di trasmettere le informazioni visive dalla retina al cervello.

Il glaucoma è una patologia particolarmente insidiosa: nelle fasi iniziali ed intermedie il paziente può non avvertire alcuna sintomatologia in quanto vengono coinvolte prima le porzioni più periferiche, e quindi meno utilizzate, della retina. Per questo motivo è assai frequente che la diagnosi venga effettuata quando ormai vi sono danni permanenti carico della visione.
Le modalità con cui il danno alle fibre si instaura e progredisce sono tuttora sconosciute. Si tratta di un meccanismo di suicidio biologico programmato delle cellule ganglionari che a lungo andare provocano un assottigliamento delle fibre nervose retiniche fino ad ottenere il tipico aspetto della testa del nervo ottico caratterizzato da una escavazione centrale e da un colore pallido.

disco ottico normale
glaucoma occhio

Perché il deficit del campo visivo periferico venga notata dal paziente il danno deve interessare almeno il 50% delle fibre nervose, che corrisponde quindi ad uno stato già avanzato della patologia.
Essendo le cellule ganglionari delle cellule perenni, in caso di morte non vi è possibilità di recupero né di eventuale trapianto da parte di un soggetto sano. Per questo motivo ad oggi la migliore medicina è la prevenzione che viene effettuata mediante controlli periodici non solo di soggetti a rischio ma anche di soggetti sani. La perdita di visione può infatti essere evitata tramite una diagnosi precoce della patologia.

  • ETÀ: nonostante il glaucoma possa presentarsi a qualsiasi età, la sua incidenza fattori rischioaumenta notevolmente dopo i 40 anni.
  • PRESSIONE INTRAOCULARE (IOP): l’umore acqueo è un liquido trasparente che nutre cornea, iride e cristallino e si occupa di portare via i prodotti di scarto che, attraverso il trabecolato (situato in corrispondenza dell’angolo della camera anteriore), vengono poi convogliati all’esterno dell’occhio tramite il sistema venoso.
    Se non vi è equilibrio tra il liquido scaricato e quello prodotto ci sarà di conseguenza un aumento della pressione intraoculare che porterà ad uno schiacciamento dei capillari che nutrono le cellule ganglionari provocandone la degenerazione. Tuttavia un modesto numero di soggetti glaucomatosi presenta valori pressori nella media. Per questo motivo la misurazione della pressione non è un parametro sufficiente per effettuare diagnosi di glaucoma.
  • GENETICA: avere un parente affetto da glaucoma aumenta notevolmente il rischio di sviluppare la patologia.
  • SPESSORE CORNEALE (PACHIMETRIA): pazienti che presentano cornee sottili sono maggiormente a rischio di sviluppare il glaucoma ad angolo aperto.
  • MIOPIA ELEVATA: un’eccessiva lunghezza del bulbo oculare può causare uno stiramento, e quindi una sofferenza, dei vasi che nutrono le cellule ganglionari.
  • TRAUMI OCULARI
  • DISORDINI DELLA CIRCOLAZIONE LOCALE O GENERALE
  • GLAUCOMA CRONICO AD ANGOLO APERTO: e’ il più diffuso nel mondo tipo glaucomaoccidentale, fino ad interessare un adulto su 50 oltre ai 65 anni. Questo tipo di glaucoma è dovuto ad un invecchiamento del sistema di scarico dell’ umore acqueo in seguito ad un’ostruzione del trabecolato. Come conseguenza vi sarà un aumento della pressione intraoculare dovuto all’ alterato equilibrio tra la quantità di umore acqueo prodotto e quello scaricato che causerà un danno progressivo al nervo ottico. La patologia progredisce lentamente e spesso il paziente riferisce un coinvolgimento visivo quando il glaucoma è già ad uno stadio avanzato.
  • GLAUCOMA ACUTO AD ANGOLO CHIUSO: meno frequente rispetto a quello ad angolo aperto è dovuto ad una particolare conformazione del segmento anteriore dell’occhio, o a determinate forze provenienti dal segmento posteriore, per cui l’ iride si addossa lentamente alla cornea. Di conseguenza l’angolo irido-corneale si riduce impedendo all’umor acqueo di defluire correttamente tramite il sistema di scarico.
    Si presenta con un aumento improvviso della pressione oculare che può raggiungere valori molto elevati (60/70 mmHg). Come conseguenza il paziente lamenterà calo visivo, percezione di colori arcobaleno, dolore oculare, cefalea e senso di nausea. L’intervento, che consiste in una terapia medica endovenosa, locale tramite colliri o ricorrendo ad un trattamento laser, deve essere immediato in quanto il danno permanente può avvenire in poche ore causando la morte perenne delle cellule ganglionari e quindi una riduzione del visus non recuperabile.
    Terapia: il primo obiettivo è quello di abbassare la pressione intraoculare tramite instillazione di colliri ipotonizzanti o somministrazione di diuretici per via orale o endovena. Si può intervenire chirurgicamente eseguendo un’iridotomia yag-laser al fine di creare un buco alla periferia dell’iride per permettere il corretto deflusso dell’umore acqueo e mantenere l’angolo irido corneale pervio. È consuetudine effettuare il laser anche nell’occhio controlaterale a scopo preventivo o in situazioni considerate di predisposizione alla chiusura dell’angolo.
  • GLAUCOMA CONGENITO: l’angolo di drenaggio è anomalo sin dalla nascita, per questo motivo l’ipertensione si verifica nel periodo plastico dello sviluppo e il bambino presenterà quindi un ingrossamento del globo oculare associato ad un’eccessiva lacrimazione, una forte sensibilità alla luce e ad un’opacità della cornea dovuta ad un fenomeno edematoso. Questa condizione deve essere trattata subito dopo la nascita da specialisti in questo settore.
  • GLAUCOMA A BASSA PRESSIONE: il glaucoma a pressione normale progredisce nonostante la pressione intraoculare sia entro limiti normali. Si ritiene che tale forma di glaucoma sia dovuta ad un disturbo circolatorio caratterizzato da uno scarso apporto di flusso sanguigno al nervo ottico che provoca l’atrofizzazione delle fibre nervose.
  • GLAUCOMA PIGMENTARIO: il glaucoma pigmentario è caratterizzato da un eccessivo rilascio di pigmento da parte dell’iride a causa di un continuo sfregamento di quest’ultimo contro le fibre zonulari (che sostengono il cristallino). Il pigmento rilasciato si accumula a livello del trabecolato andando ad ostruire così il deflusso dell’umore acqueo con conseguente aumento della pressione intraoculare e sofferenza del nervo ottico. Questa patologia è su base ereditaria, maggiormente diffusa tra giovani maschi miopi di razza caucasica.
    Terapia: per riportare i valori pressori alla normalità si ricorre a farmaci ipotonizzanti (colliri o compresse). Il trattamento laser viene utilizzato per ampliare le maglie del trabecolato ( trabeculoplastica argon o selettiva) o per ridurre lo sfregamento che è la causa della dispersione del pigmento (iridotomia YAG).
  • GLAUCOMA SECONDARIO: si può sviluppare in seguito a patologie (glaucoma neovascolare diabetico, glaucoma post-uveitico) o essere secondario ad interventi chirurgici.

Diagnosi glaucoma

Oggi abbiamo a disposizione numerosi esami per la diagnosi del glaucoma e per verificare che vi sia un danno al nervo ottico, come la Tomografia a Coerenza Ottica, il Campo Visivo Computerizzato o la Pachimetria Corneale.

Trattamento del Glaucoma

Attualmente il Glaucoma è trattabile con terapia medica farmacologica, l’opzione del laser-trabeculoplastica e in circa il 10% dei casi si deve ricorrere alla chirurgia al fine di rimuovere gli ostacoli al deflusso.