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Terapia dell’Ipovisione

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Ausili Ottici

Senza l’utilizzo di ausili ottici un ipovedente è impedito in molte attività, ma anche l’ausilio ottico presenta forti limitazioni. Nella scelta di quello più idoneo occorre pensare alle necessità specifiche di ciascun individuo, per poi discuterne con il tecnico e con l’oculista: prima devono essere risolti i problemi riguardanti la visione da vicino, mentre in seguito si potranno analizzare i problemi relativi alla visione da lontano.

L’ipovedente deve compensare il cattivo funzionamento della retina ingrandendo le immagini: a tale scopo esistono diversi tipi di sistemi ipercorrettivi che non consentono di ripristinare l’acuità visiva, bensì di migliorarla soprattutto nello svolgimento delle normali attività quotidiane. Il sistema più antico è la lente di ingrandimento, che però non consente forti aumenti delle dimensioni delle immagini senza provocare fastidiose distorsioni. È possibile utilizzare speciali occhiali con lenti convergenti di potere elevato e breve distanza focale, o con combinazioni di lenti (telescopi), simili ai teleobiettivi. Esistono inoltre dispositivi elettronici televisivi (CCTV) che ingrandiscono la scrittura e software ingrandenti che consentono l’uso dei programmi informatici. Per l’ipovisione periferica alcuni sistemi ottici ampliano il campo visivo.

Un’acuità visiva inferiore ad 1/10 rende molto difficile la visione dei dettagli da lontano. L’ingrandimento tramite diversi sistemi (occhiali telescopici, telescopi monoculari a campo ristretto) rende l’immagine sulla retina più grande ed aumenta l’acuità visiva. Utilizzando sistemi ottici per lontano è importante poter raggiungere l’acutezza visiva di 5/10, necessaria per distinguere la maggior parte dei messaggi visivi; quando il visus raggiunto con sistemi telescopici per lontano è inferiore ai 5/10, gli svantaggi dovuti ai sistemi stessi sono maggiori rispetto ai vantaggi.

riabilitazione visiva

La riabilitazione fa parte della cura dei pazienti ipovedenti per lo più affetti da degenerazione maculare correlata all’età, malattia tra le principali cause della cecità. Questa malattia solitamente compare dopo i 50 anni di età in persone che non hanno avuto precedenti affezioni oculari.

La degenerazione maculare si può presentare in una forma di:

  • tipo atrofico, in cui vi è un’atrofia a livello dell’epitelio pigmentato della retina che può causare una grave riduzione dell’acuità visiva nel 5-10% dei casi;

  • tipo essudativo, più grave in quanto si formano delle membrane neovascolari sotto l’epitelio pigmentato che nel 90% dei casi conducono alla perdita grave del visus.

ausilio ottico

Gli ausili ottici in commercio non consentono di ripristinare l’acuità visiva, ma di migliorare l’acuità visiva residua nello svolgimento delle normali attività quotidiane. Non c’è nulla di magico negli aiuti ottici per l’ipovisione: si tratta di semplici lenti di ingrandimento di vario potere, dimensione e stile.

  • INGRANDITORI A MANO: sono rappresentati da una lente convessa circondata da plastica o metallo collegata a un manico.Alcune volte è presente anche una luce. Gli ingranditori a mano sono comunemente prescritti a pazienti ipovedenti. Sono facilmente disponibili in commercio e molti pazienti li provano per migliorare la lettura.

  • LENTI: queste forniscono un’immagine luminosa e di buona qualità. Sono sistemi ottici semplici, formati da lenti convergenti di potere elevato e breve distanza focale. In genere sono usate per la visione monoculare vista la ridotta distanza di osservazione. Alcune possono essere montate sugli occhiali.

  • TELESCOPI: sono sistemi ottici più complessi che consistono in due lenti separate da un tubo in metallo. I telescopi astronomici sono di tipo comune, ma l’immagine può essere vista a rovescio. I telescopi galileani permettono di vedere l’immagine dritta, quindi sono quelli maggiormente usati nel campo dell’ipovisione. Questi telescopi hanno una lente concava vicino agli occhi che si chiama oculare e una lente convessa vicino all’oggetto da vedere che si chiama obiettivo.

  • SISTEMI ELETTRONICI: Le televisioni a circuito chiuso (CCTV) sono utilizzate nella riabilitazione visiva. Queste sono composte da un monitor con una piccola videocamera agganciata sotto o installata internamente. Il materiale scritto può essere posto sotto la camera che filma e trasmette istantaneamente nel monitor in stampa larga. La dimensione della stampa è variabile e può essere ingrandita 2x anche se ingrandendo molto la dimensione si vedono pochi caratteri per volta. Man mano che aumenta la dimensione, diminuisce il campo visivo.

  • SISTEMI OTTICI DI INGRANDIMENTO: vi sono altri dispositivi che permettono al paziente ipovedente di sfruttare al massimo la potenzialità visiva residua. Bisogna pertanto sensibilizzare i medici oculisti a non considerare la condizione visiva del paziente ipovedente come il risultato terminale di un grave danno funzionale, non più in grado di migliorare. Infatti alcuni specialisti non vanno oltre dato che con i mezzi clinici a loro disposizione non sono in grado di dare miglioramenti al paziente considerando non di loro competenza il ricorso alla riabilitazione visiva che oggi permette di migliorare le condizioni dell’ipovedente nei rapporti sociali, nella famiglia, nella scuola e nel lavoro.

La Retina e l’Ipovisione

La condizione visiva dell’ipovedente è quella di una persona che, seppure non totalmente cieca, ha subito una tale riduzione della funzione visiva da risentirne pesantemente nella vita quotidiana. Pur conservando una residua acuità visiva, l’ipovedente ha subito un grave ed irreversibile danno funzionale (menomazione), che implica un impedimento (disabilità) a svolgere compiti che richiedono una certa capacità visiva.

Esame del Campo Visivo

Negli ipovedenti il campo visivo è spesso difettoso nella zona centrale causando difficoltà nella lettura di un testo o nel fissare un oggetto. Talvolta il campo visivo è così limitato da consentire di vedere soltanto dritto davanti agli occhi (visione a tunnel).