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Strabismo e Diplopia

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Interesse dell’oculista è capire quale muscolo oculare è deficitario. Bisogna quindi indagare per poter individuare l’origine del sintomo, il muscolo o i muscoli interessati, le variazioni della distanza tra le due immagini nelle diverse direzioni di sguardo ed il variare della distanza tra le due immagini nella visione da vicino e in quella da lontano.

Ogni deficit muscolare ha infatti delle risposte caratteristiche a seconda di quale o quali muscoli sono interessati:

muscoli occhio
  • Muscolo retto superiore (RS): innervato dal III nervo cranico, eleva, adduce (permette al bulbo di muoversi verso l’interno) e determina un’intorsione del bulbo.
  • Muscolo retto inferiore (RI): innervato dal III nervo cranico, abbassa, adduce ed extorce il bulbo oculare.
  • Muscolo retto laterale (RL): innervato dal VI nervo cranico, abduce (permette al bulbo di muoversi verso l’ esterno).
  • Muscolo retto mediale (RM): innervato dal III nervo cranico, adduce.
  • Muscolo obliquo superiore (OS): è innervato dal IV nervo cranico e determina principalmente una ciclotorsione interna e come azioni secondarie abbassa e abduce il bulbo.
  • Muscolo obliquo inferiore (OI): è innervato dal III nervo cranico e determina principalmente una ciclotorsione interna e come azioni secondarie eleva e abduce il bulbo.
azioni muscoli
emanuelli sguardo
  • Valutazione della PAC: nel caso di un deficit muscolare spesso viene assunta una posizione anomala del capo che mira a ridurre o a evitare la diplopia ristabilire una visione binoculare singola (e quindi eliminare la diplopia). Per compensare una deviazione orizzontale, il paziente gira la testa: se ad esempio è paralizzato uno dei muscoli che fanno ruotare gli occhi a sinistra, la testa viene girata verso sinistra e gli occhi ruotano automaticamente verso destra. Per compensare una deviazione verticale il paziente alza o abbassa il mento: in presenza di una paralisi di uno degli elevatori, il paziente alza il mento, cosicché gli occhi si abbassano. Infine, per compensare una deviazione torsionale il paziente inclina la testa su di una spalla. In presenza di una paralisi di uno degli intortori, quale l’obliquo superiore destro, l’occhio va in estorsione e per compensare ciò la testa viene inclinata sulla spalla sinistra in modo da favorire un’intorsione dell’occhio destro.

Per arrivare quindi alla diagnosi ci sono vari test che possono essere eseguiti:

  • Cover test (CT): è il primo test da effettuare poiché è discriminante per la presenza o meno di uno strabismo, sia esso orizzontale o verticale, e quindi avere un’idea primitiva del muscolo deficitario.

cover test

Il cover test viene poi associato alluso dei prismi che permettono invece di quantificare l’entità della deviazione in modo numerico; cosa utile per il trattamento dello strabismo (sia esso chirurgico o no).

Esami diplopia
  • Esame della motilità oculare estrinseca (MO): Consiste nel far spostare gli occhi al paziente nelle 9 posizioni di sguardo al fine di valutare le funzioni di ogni singolo muscolo.
motilità oculare
  • Test del vetro rosso (VRC): test dissociativo che permette di valutare la diplopia e di mapparla nelle varie posizioni di sguardo. Consiste nell’anteporre un vetro rosso davanti all’occhio destro e far fissare al paziente una mira luminosa di fissazione (che verrà poi spostata nelle diverse posizioni di sguardo). E’ un esame soggettivo e non invasivo in cui è il paziente stesso a riferire in che modo percepisce le luci e a che distanza.

  • Schema di Hess-Gracis: viene effettuato in presenza di strabismo, per quantificare l’entità della deviazione e soprattutto lo stato dei muscoli interessati dal problema. E’ un esame preliminare fondamentale all’intervento chirurgico ed è utile per documentare l’evoluzione della deviazione nel tempo.

Strabismo

I Sintomi della Diplopia

Per diplopia si intende la visione doppia, in senso orizzontale o verticale, di uno stesso oggetto, può riguardare un solo occhio oppure entrambi e può essere transitoria o permanente.

Esercizi Muscolari e Chirurgia

La tipologia di trattamento deve essere valutata caso per caso in quanto la sintomatologia della diplopia si modifica sostanzialmente con il passare del tempo fino a (in alcuni casi) a regredire completamente.