La Macula e la Maculopatia

emanuelliLa macula, formalmente detta macula lutea, è situata al polo posteriore ed è la zona della retina più sensibile agli stimoli luminosi che ci permette di vedere i particolari di un’immagine, di leggere e di riconoscere un volto.
La macula al centro presenta una lieve depressione di circa 1,5 mm chiamata fovea la cui porzione centrale, la foveola, è costituita esclusivamente da coni (fotorecettori sensibili alle forme e ai colori) ed è la più sottile di tutta la retina.

Per capire a fondo la reale funzione della macula, e la sua importanza nella visione distinta di ciò che stiamo osservando, è necessario avere ben chiara la struttura anatomica della retina che permette ai nostri occhi di acquisire le immagini, ma soprattutto al nostro cervello di poterle elaborare.
La retina ha la funzione di ricevere gli stimoli luminosi e di trasformarli in stimoli nervosi che vengono trasmessi, attraverso il nervo ottico, ai centri corticali.

  • La Retina

    La retina è costituita da due strati principali:

    • EPITELIO PIGMENTATO RETINICO (RPE): è lo strato di cellule situato tra la coroide e la retina le cui cellule sono dotate di sottili prolungamenti che si interpongono tra i fotorecettori (coni e bastoncelli) dello strato più interno. I corpi e i prolungamenti di queste cellule contengono un particolare pigmento, maggiormente concentrato a livello foveale.Le cellule dell’epitelio pigmentato svolgono numerose importanti funzioni:
      • si occupano di smaltire i prodotti di scarto ricambiando i segmenti esterni dei fotorecettori mediante fagocitosi degli apici che col tempo si trasformano in lipofuscina;
      • forniscono sostanze nutritive alle cellule della retina;
      • fanno da tramite per lo scambio selettivo di molecole fra i fotorecettori e la coroide;
      • impediscono il passaggio di liquidi dalla coroide alla retina, rappresentando strutturalmente la barriera emato-retinica esterna;
      • il pigmento contenuto all’interno di queste cellule svolge l’importante compito di fare da scudo protettivo nella zona centrale della retina per gli effetti dannosi della luce (emessa dal sole e dai dispositivi elettronici).
    • RETINA NEUROSENSORIALE: questo strato è situato internamente all’epitelio pigmentato ed è costituito da tre neuroni sovrapposti:
      • Coni e bastoncelli: sono gli elementi sensoriali della retina. I bastoncelli sono circa 75 milioni e sono particolarmente concentrati nella periferia retinica dove garantiscono la visione in condizioni di scarsa luminosità (visione scotopica) mentre non consentono la percezione cromatica. I coni, al contrario dei bastoncelli, non permettono la visione in condizioni di scarsa luminosità ma sono responsabili della visione dei colori. Sono circa 3 milioni e la loro massima concentrazione è a livello foveolare, sede della visione distinta, in quanto permettono di percepire dettagli e cambiamenti di immagine più rapidi rispetto ai bastoncelli
      • Cellule bipolari: sono cellule che presentano un prolungamento in contatto con le cellule fotorecettrici e un altro prolungamento in rapporto con le cellule ganglionari.
      • Cellule ganglionari (gangliari): presentano espansioni in contatto con le cellule bipolari e un prolungamento che decorre parallelamente alla superficie interna della retina. Tutti questi prolungamenti si raccolgono poi a livello della papilla ottica per andare a formare il nervo ottico.

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    Il meccanismo della visione può essere così riassunto:

    1. Gli stimoli luminosi colpiscono i coni e i bastoncelli che li trasformano in impulsi nervosi;
    2. Dai coni e bastoncelli gli impulsi passano alle cellule bipolari;
    3. Dalle cellule bipolari gli impulsi vengono trasmessi infine alle cellule ganglionari e da qui, tramite il nervo ottico, ai centri nervosi.

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  • Cos’é la Maculopatia?

    Con il termine maculopatia, si intende una malattia della retina che coinvolge la macula e quindi la sua zona centrale deputata alla visione distinta.

  • Tipi di Maculopatia

    • EDEMA MACULARE CISTOIDE (EMC)

      È una patologia caratterizzata dall’accumulo di fluidi (edema) che si accumula in spazi cistici (cistoide) evidenziati tramite esami strumentali come l’OCT e fluoroangiografia.
      Nella maggior parte dei casi la patologia è del tutto asintomatica e può essere evidenziata solo tramite un esame approfondito della retina. Nei casi più gravi il soggetto percepisce calo visivo e distorsione dell’immagine.
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      Le cause
      Le cause non sono note ma sono numerosi i fattori di rischio:

      • Patologie circolatorie sistemiche (ipertensione arteriosa, diabete..) o oculari.
      • Malattie infiammatorie oculari.
      • Distrofie retiniche su base genetica (retinite pigmentosa).
      • Fumo.
      • Esposizione a radiazioni
      • Terapie antiglaucoma
      • Traumi
      • Interventi intraoculari (cataratta, laser)

      La terapia
      La maggior parte dei casi si risolve spontaneamente entro 6 mesi.
      Il trattamento medico dell’EMC consiste nella prescrizione di:

      • Farmaci antinfiammatori steroidei (cortisone) e non steroidei sotto forma di collirio(Indocollirio, Nevanac, Voltaren)
      • Diamox compresse
      • Iniezione intravitreale di farmaci anti-VEGF
    • FORO MACULARE

      Solitamente le cause che determinano il foro sono di origine traumatica (edema maculare, distacco di vitreo o infezione intraoculare). Quando la macula viene stirata il paziente percepisce visione offuscata e distorta. Se la trazione persiste si può formare il foro maculare che determina un punto cieco nella visione e può causare la perdita della visione centrale se non si interviene tempestivamente mediante intervento di vitrectomia.
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      La terapia
      L’intervento di vitrectomia viene effettuato introducendo strumenti di microchirurgia all’interno dell’occhio al fine di aspirare il corpo vitreo e sostituirlo con un gas espandibile che spingerà i lembi di retina attorno al foro maculare che andrà così a rimarginarsi.

    • MEMBRANA EPIRETINICHE (PUCKER MACULARE)

      Si tratta della formazione di tessuto pseudocicatriziale (chiamato anche pucker maculare o membrana epiretinica) che si forma come conseguenza della contrazione del corpo vitreo, fenomeno frequente in età avanzata. Il pucker maculare determina un raggrinzimento della macula con conseguente percezione distorta delle immagini.
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      La terapia
      Quando determina sintomi lievi non è necessario alcun trattamento. In caso contrario il pucker maculare viene trattato chirurgicamente mediante intervento di vitrectomia che consiste nella rimozione del vitreo ,che ha indotto la formazione del pucker maculare , e del tessuto pseudocicatriziale. Il vitreo viene poi sostituito da un materiale biocompatibile.

    • RETINOPATIA CAUSATA DA ESPOSIZIONE ALLA LUCE

      Gli studi hanno dimostrato che il danno retinico causato dalla luce è strettamente legato alla lunghezza d’onda incidente. In particolare le radiazioni con lunghezza d’onda corta risultano estremamente dannose.
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      La cornea assorbe il 100% delle radiazioni inferiore a 280 nm e lascia passare le radiazioni via via che si avvicinano alla lunghezza d’onda del visibile (400-700nm).
      La luce ultravioletta, pur essendo la componente dello spettro solare presente in minor quantità, è quella più carica di energia dello spettro solare e pertanto è la più pericolosa per la cute e per gli occhi in quanto possiede energia sufficiente per spezzare i legami chimici, provocando danni irreversibili come lo pterigio, la pinguecola, la cheratite, la cataratta senile e la retinopatia solare. Per fortuna i raggi UVC, i più energetici e quindi i più pericolosi, non raggiungono la superficie terrestre.
      La gravità del danno provocato dalla luce non dipende solo dalle caratteristiche della sorgente luminosa ma anche dalla durata dell’esposizione. Si può avere infatti una lesione causata da un’esposizione breve ma intensa ad una luce con una lunghezza d’onda corta o dopo un’esposizione più lunga a raggi con una lunghezza d’onda sufficiente a produrre un aumento della temperatura di almeno 15°C.
      Sintomi

      • sensazione di abbagliamento e fastidio alla luce (fotofobia)
      • percezione di postimmagini
      • visione rosa.

      Dopo alcune ore appare una zona centrale di non visione (scotoma centrale) che può durare settimane, mesi o per sempre, con grave e permanente riduzione alla vista.

    • DEGENERAZIONE MACULARE SENILE

      Questa forma è la più comune e come conseguenza dell’invecchiamento dei tessuti, e quindi anche della macula. E’ la principale causa di perdita della vista dopo i 55 anni.
      La malattia si manifesta in varie forme e può essere associata ad altre patologie (come il diabete), può essere una forma ereditaria (malattia di Stargardt ) si può sviluppare in seguito a traumi oculari, infezioni, infiammazioni o miopia o, nella maggior parte dei casi, può manifestarsi come conseguenza dell’ invecchiamento dei tessuti, e quindi anche della macula.

      Le cause della degenerazione maculare senile non sono ancora pienamente conosciute, ma sono stati individuati dei fattori di rischio:

      • Età: E’ il principale fattore di rischio. In Italia si stima che circa 1,5 milioni di persone tra 50-60 anni, 1 milione tra 60 ed i 70 anni e 2 milioni con oltre 70 anni sono affetti da degenerazione maculare senile.
      • Dieta. Le cellule della macula sono particolarmente suscettibili al danno dei radicali liberi. Le persone che assumono basse quantità di antiossidanti corrono maggiormente il rischio di sviluppare una maculopatia.
      • Esposizione prolungata alla luce blu : la luce blu è una particolare forma di radiazione elettromagnetica a corta lunghezza d’onda potenzialmente dannosa per la retina. Il sole e la maggior parte delle fonti luminose (in particolare gli schermi presenti nei dispositivi elettronici) emettono luce blu.
      • Fumo: i fumatori hanno il 50% in più di probabilità di sviluppare una degenerazione maculare rispetto ai non fumatori.
      • Ereditarietà: il rischio di sviluppare tale patologia aumenta se uno o più parenti prossimi sono affetti dalla maculopatia.
      • Sesso. Una donna di 75 anni ha il doppio di probabilità di sviluppare la patologia rispetto a un uomo della stessa età.

      Tipologie di degenerazione maculare senile

      Esistono due forme di Degenerazione Maculare Senile:

      • SECCA (ATROFICA)
        La forma più comune (riguarda il 90% di tutte le maculopatie). Il fattore scatenante può essere l’invecchiamento o una lesione a livello dell’epitelio pigmentato che porta alla morte dei fotorecettori a livello della macula in quanto non ricevono più il nutrimento di cui necessitano. Al di sotto della macula si accumulano inoltre dei depositi di colore giallo (drusen) che alterano la funzionalità delle cellule deputate alla visione centrale.
        retinografia di una retina con degenerazione maculare senile secca
        Nella zona maculare la retina risulterà quindi più sottile a causa della scomparsa delle cellule morte. E’ stato stimato che circa il 10% delle forme secche evolve in essudative.
      • ESSUDATIVA (UMIDA)
        nella forma essudativa si formano, al di sotto del tessuto maculare indebolito, vasi sanguigni anomali le cui pareti sono molto sottili. A causa della loro debolezza, le pareti dei vasi permettono spesso la fuoriuscita di liquidi (come plasma sanguigno) che vanno a danneggiare le cellule fotosensibili della macula. In alcuni casi può verificarsi la rottura dei vasi sanguigni con conseguenti emorragie. I tentativi di riparazione tissutale in questi casi portano alla formazione di una cicatrice centrale.
        degenerazione maculare senile umida
  • I sintomi

    • COMPROMISSIONE DELLA FUNZIONE VISIVA CENTRALE
      Il sintomo principale è la perdita graduale o progressiva di visibilità al centro del campo visivo che, nei casi più avanzati, può presentarsi sotto forma di un vero è proprio scotoma centrale (area di visione assente nel campo visivo).
      COMPROMISSIONE.DELLA.FUNZIONE.VISIVA.CENTRALE
    • METAMORFOPISA
      Sintomo comune nelle maculopatie è la distorsione delle immagini percepite. Tipica è la distorsione delle linee dritte.
      METAMORFOPISA
    • MICROPSIA (poco frequente)
      Riduzione della dimensione delle immagini.
    • MACROPSIA (poco frequente)
      Incremento delle dimensioni dell’immagine dovuta alla compressione dei coni foveali.
  • Diagnosi ed Esami

    Tomografia Ottica Computerizzata (OCT)

    Oct

    Oct

    Presso il nostro studio è possibile effettuare esami clinici approfonditi al fine di diagnosticare in modo precoce un’eventuale patologia maculare. Il percorso diagnostico consiste nell’esecuzione di esami strumentali di ultima generazione: l’Oct, retinografia tramite Dayatona, oftalmoscopia a scansione laser tramite Maia e l’MPS2 per misurare la densità del pigmento maculare.

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  • Terapie

    Terapia della Maculopatia

    Attualmente non è disponibile una terapia medica risolutiva per le forme di maculopatia secca. Per quanto riguarda invece la degenerazione maculare umida si può ricorrere, a seconda del caso, a iniezioni intravitreali, agron laser e terapia fotodinamica.

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