I Principali Difetti di Vista

L’occhio senza difetti visivi (o vizi di refrazione) viene definito emmetrope. L’emmetropia si ottiene quando, in condizioni di massima accomodazione negativa, i raggi che provengono da una distanza praticamente infinita vanno a coincidere esattamente a fuoco sulla retina. Un occhio emmetrope produrrà quindi un’immagine che verrà percepita nitidamente.

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I principali difetti visivi sono:

  • miopia
  • ipermetropia
  • astigmatismo
  • presbiopia
  • Miopia

    L’occhio miope: quali sono i sintomi?

    La miopia è un’ametropia, o un’anomalia refrattiva, che provoca una visione sfocata da lontano, mentre la visione da vicino è nitida. Questo è dovuto che al fatto che i raggi luminosi provenienti da un oggetto a grande distanza non si focalizzano sulla retina ma davanti ad essa.

    Questa condizione si realizza nei seguenti casi:

    • Eccessiva lunghezza del bulbo oculare: alla nascita il diametro antero-posteriore è di circa 17 mm ed aumenta considerevolmente nei primi 2-3 anni di vita fino a raggiungere 22-23 mm. Solo verso i 14 anni vengono raggiunte le dimensioni finali di circa 24 mm. Quando l’ allungamento del bulbo è eccessivo si verifica una miopia. Ad ogni millimetro di eccesso di lunghezza corrispondono approssimativamente 2,5 D di miopia;
    • Eccessiva curvatura delle superfici rifrattive dell’occhio (cornea e cristallino);
    • Cristallino troppo vicino alla cornea;
    • Alterazione dell’indice di rifrazione dei mezzi oculari, in particolare del cristallino, nelle fasi iniziali e intermedie della cataratta oppure a seguito di alterazioni metaboliche ;
    • Eccessivo e prolungato sforzo alla messa a fuoco di oggetti prossimali provoca o concorre a sviluppare miopia.

    Il difetto si misura in diottrie e la distanza massima a cui un soggetto riesce a vedere nitidamente è inversamente proporzionale al grado della miopia. Ad esempio, un miope di -2.00 diottrie riesce a vedere nitidamente al massimo a 50 centimetri (ossia 1/2 metro) e non oltre. Di conseguenza un soggetto con una miopia di grado elevato sarà in grado di ottenere una messa a fuoco per punti ancora più vicini rispetto ad un soggetto emmetrope.
    In base alla sua entità la miopia può essere definita :

    • lieve (fino a 3 D),
    • di grado medio (da 3 a 6 D)
    • elevata (oltre a 6 D).

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    A seconda del periodo di insorgenza la miopia viene classificata in:

    • MIOPIA CONGENITA: si tratta in generale di miopie di grado medio-elevato (quasi sempre superiori a 4D) che vengono rilevate nei primi anni di vita. Nella maggior parte dei casi sono osservabili alterazioni del fondo oculare. Questo tipo di miopia è spesso associata ad un astigmatismo di grado medio elevato. L’acutezza visiva corretta può arrivare a valori normali solo nei casi in cui il difetto di refrazione sia stato trattato precocemente.
    • MIOPIA SEMPLICE: insorge fra i 7 e i 20 anni circa ed aumenta progressivamente fino alla stabilizzazione delle dimensioni corporee. Generalmente questo tipo di miopia non supera le 6D. Il visus corretto ha quasi sempre valori normali.
    • MIOPIA DEGENERATIVA O PATOLOGICA: questo tipo di miopia compare solitamente in età più precoce rispetto alla miopia semplice e il suo sviluppo si protrae molto più a lungo, arrivando in alcuni casi a superare le 30D. L’abnorme allungamento del bulbo è spesso causa di alterazioni degenerative a carico del vitreo, della coroide e della retina motivo per cui il visus corretto sarà subnormale , tanto più scarso quanto più elevata è la miopia.
    • MIOPIA SENILE: nelle persone anziane la refrazione oculare subisce una miopizzazione in quanto il potere refrattivo del cristallino può aumentare nelle fasi iniziali e intermedie della cataratta.

    I principali difetti visivi l'occhio miopia

    I principali difetti visivi: l’occhio miope

    Secondo alcune teorie la miopia, soprattutto di grado medio-basso, è stata alla base del progresso della civiltà. Immaginiamo un ingegnere romano o un grande filosofo giunto alla media età, cioè al massimo della propria esperienza conoscitiva. A causa dell’ineluttabile comparsa della presbiopia, non soltanto non era più in grado di fare i calcoli per un grandioso ponte-acquedotto o scrivere un trattato, ma non era neanche in grado di controllare il lavoro svolto dai propri allievi. Soltanto la condizione miopica rendeva possibile il proseguimento della propria impegnativa attività. Infatti è il difetto visivo che viene associato, nell’immaginario collettivo, alla figura dell’amanuense, curvo sul tavolo a trascrivere gli importanti codici dell’antichità.

  • Ipermetropia

    Che cos’è l’occhio ipermetrope? Quali sono i sintomi?

    L’ipermetropia è un’ametropia nella quale i raggi provenienti dall’infinito vanno a fuoco dietro la retina. Questa condizione, nella maggior parte dei casi, è dovuta ad un diametro del bulbo oculare inferiore al normale, ma può verificarsi anche nei seguenti casi:

    • quando il potere della cornea e/o del cristallino è inferiore al normale
    • quando il cristallino è troppo lontano dalla cornea
    • quando il cristallino è assente (afachia)

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    Poiché i raggi vadano a fuoco sulla retina occorre che il potere del diottro oculare venga aumentato: un certo grado d’ipermetropia può essere compensato in modo naturale grazie all’accomodazione (ciò può avvenire solo per difetti di entità medio-bassa) ma se quest’ultima non è sufficiente sarà necessario l’utilizzo di lenti positive. Perciò un occhio ipermetrope che non esercita l’accomodazione darà luogo a delle immagini sfuocate a tutte le distanze, in particolare se si osserva un oggetto a distanza ravvicinata.
    La compensazione dell’ipermetropia dipende, inoltre, dal grado di accomodazione disponibile: questo è massimo in giovane età ma diminuisce con il passare degli anni in quanto il cristallino perde la sua elasticità. Questo spiega perché un certo grado d’ipermetropia da giovani venga compensato tranquillamente, mentre con l’avanzare dell’età vada corretto con lenti sempre più forti.
    Visto che nell’occhio ipermetrope la messa a fuoco di un oggetto richiede sempre un’accomodazione positiva superiore a quella impiegata da un occhio emmetrope (o miope), i soggetti ipermetropi lamentano spesso disturbi astenopici (facile stancabilità al lavoro da vicino, mal di testa, bruciore, lacrimazione, ecc.).

    I principali difetti visivi l'occhio ipermetrope

    I principali difetti visivi l’occhio ipermetrope

    Da un punto di vista ottico il bulbo oculare è troppo corto rispetto al potere refrattivo (ossia alla capacità di messa a fuoco dell’occhio). L’ipermetrope può compensare il suo difetto ma, come abbiamo visto, ciò può avvenire solo se questo è di entità medio-bassa e comunque impiegando un certo sforzo.

    L’ipermetrope può vedere gli oggetti all’infinito solo utilizzando il meccanismo dell’accomodazione e, per questa ragione, il suo muscolo ciliare non è mai completamente rilassato. Il sintomo principale è l’astenopia (=visione affaticata e conseguente mal di testa, bruciore, lacrimazione, ecc.) e si manifesta specialmente nella visione da vicino, in conseguenza all’eccessivo uso dell’accomodazione (ipermetropia + visione da vicino); questa situazione si può presentare, ad esempio, in seguito a lettura per molte ore al giorno. Solo in una fase più avanzata vi è un calo dell’acutezza visiva che si manifesta prima nella visione per vicino e poi anche nella visione a distanza, quando l’accomodazione non è più in grado di compensare l’ipermetropia. In funzione dell’esito degli esami condotti da parte di uno specialista, l’ipermetropia si può correggere con l’uso di occhiali o con lenti a contatto. Oggi, come per la miopia, valide tecniche alternative in uso sono quelle chirurgiche: laser a eccimeri (PRK e LASIK) e FEMTO-LASER e, in casi estremi, l’impianto di ICL o la sostituzione del cristallino.

    L’ipermetropia è, all’opposto della miopia, un difetto visivo che, entro certi limiti e nalla prima parte della vita, può tornare utile per certe attività. L’ipermetrope cerca grandi spazi perchè la visione per lontano riduce la richiesta di accomodazione. Spesso piloti, tiratori scelti delle forze dell’ordine, conducenti di grandi veicoli sono ipermetropi.

  • Astigmatismo

    Cos’è l’occhio astigmatico? Quali sono i sintomi?

    L’astigmatismo è un’ametropia o errore refrattivo molto comune in cui, a causa di una curvatura corneale asimmetrica, vi è una differente rifrazione ottica lungo i diversi meridiani oculari (esempio 180° e 90°). Nei soggetti normali, i meridiani hanno tutti lo stesso raggio di curvatura (sistema omocentrico) oppure può essere presente un leggero astigmatismo cosiddetto fisiologico (vedi sotto). Il soggetto astigmatico, invece, presenta un profilo corneale in cui un meridiano ha un potere maggiore rispetto al suo ortogonale. Otticamente l’astigmatismo provoca due differenti linee di focalizzazione sulla retina, le quali causano una visione sfocata (o sdoppiata) a tutte le distanze. L’astigmatismo può essere associato a miopia, ipermetropia e presbiopia. Altri sintomi possono essere cefalea, bruciore e lacrimazione. La compensazione dell’astigmatismo prevede l’utilizzo di lenti oftalmiche o lenti a contatto o chirurgia refrattiva.

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    Il concetto di astigmatismo non è facilmente comprensibile. Per cercare di spiegarne i criteri faremo un esempio. Immaginiamo di osservare una palla da biliardo: questa è perfettamente sferica con i raggi di curvatura uguali su tutti i meridiani. Se un segmento di questa sfera fosse una lente, un’immagine che la attraversa sarà focalizzata nello stesso punto o sullo stesso piano. Consideriamo ora di separare le due metà di un uovo di cioccolato; ciascuna delle due parti presenta una superficie “torica”, ha cioè due curvature base: quella nel senso della lunghezza, con un raggio maggiore, e quella nel senso trasverso, con una curvatura minore. In altre parole risulta “schiacciata” in uno dei meridiani. Se il nostro mezzo uovo di cioccolato fosse una lente e la disponessimo, ad esempio, in orizzontale, l’immagine di una lettera “L” verrebbe rifratta nel seguente modo: il tratto verticale che attraversa la lente secondo il meridiano più curvo (più potente) sarà focalizzato prima; il tratto orizzontale che la attraversa lungo il meridiano meno curvo (meno potente) sarà focalizzato più posteriormente. In sostanza, le due linee della “L” non saranno sullo stesso piano. Questa condizione è alla base del frequente affaticamento visivo dell’astigmatico.

    Se l’astigmatismo non è troppo elevato il paziente vede abbastanza bene per la vita quotidiana, anche se si affaticherà nella lettura, nel ricamo o in altre attività di precisione. Una caratteristica del soggetto astigmatico è quella di leggere le righe del tabellone dell’oculista con una certa sicurezza ma sbagliandone un notevole numero: confonderà facilmente “H” con “N”, “B” con “R”, “Z” con “E”.

    A seconda che l’astigmatismo sia dovuto ad un’ anomalia della cornea o del cristallino viene classificato in:

    • Astigmatismo corneale: dovuto ad un’anomala curvatura della cornea. Spesso è di piccola entità.
    • Astigmatismo lenticolare: dovuto ad alterazioni dei mezzi diottrici interni all’occhio (es. cristallino). Molto frequente e solitamente contro regola, tende ad aumentare con l’avanzare dell’età.

    A seconda dell’orientamento del meridiano corneale più curvo possiamo avere:

    • Astigmatismo secondo regola o diretto: è il più diffuso. Il meridiano più curvo è quello verticale (61° – 120°);
    • Astigmatismo contro regola o indiretto: il meridiano più curvo è quello orizzontale (0° – 30°; 151° – 180°);
    • Astigmatismo obliquo (31° – 60°; 121° – 150°).

    Il grado di astigmatismo si esprime in diottrie. A seconda del grado possiamo avere:

    • Astigmatismo debole/lieve: da 0 a 1 diottrie
    • Astigmatismo medio: da 1 a 2 diottrie
    • Astigmatismo forte/elevato: superiore a 2 diottrie

    A seconda del tipo di astigmatismo i sintomi possono essere molto differenti. Astigmatismi di grado lieve possono essere asintomatici oppure presentare sintomi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione) nel tentativo di ottenere un’immagine il più nitido possibile e di portare sul piano retinico il particolare che rende più riconoscibile l’oggetto guardato. Tali sintomi consistono in dolori ai bulbi oculari, dolori sull’arcata ciliare, cefalea, bruciore agli occhi, lacrimazione eccessiva. Astigmatismi di grado medio elevato presentano solitamente una visione sfuocata, sia nella visione per lontano che per vicino. L’astigmatismo può essere corretto con l’uso di lenti oftalmiche cilindriche o toriche, oppure con lenti a contatto gas-permeabili o morbide. Anche l’astigmatismo può essere corretto con le più recenti apparecchiature laser (ECCIMERI, FEMTO-LASER) tramite la chirurgia refrattiva.

  • Presbiopia

    Cos’è l’occhio presbite? Quali sono i sintomi?

    La presbiopia, (dal greco presbys (πρέσβυς) vecchio e op- (οπ-), radice dei termini riguardanti la vista) è una condizione fisiologica dell’apparato visivo, non appartenente ai difetti di refrazione. È prettamente legata a una perdita di efficienza dell’apparato accomodativo. In particolare, si verifica una perdita progressiva di elasticità del cristallino. La presbiopia si manifesta, nei soggetti emmetropi e ipermetropi, come difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti ravvicinati (si ha difficoltà a leggere, a lavorare al computer, ecc) parzialmente compensata allontanando ciò che si osserva o aumentando l’illuminazione.emanuelliTutti diventano presbiti, ma il disturbo sarà molto diverso a seconda delle condizioni di base. Ad esempio un miope di poche diottrie sarà fortemente favorito nella lettura semplicemente togliendosi gli occhiali. Al contrario un ipermetrope avrà disturbi per vicino molto precocemente perchè allo sforzo già presente nella visione per lontano si aggiungeranno le 2-3 diottrie per la visione ravvicinata. Anche chi non ha difetti visivi (emmetrope) diventa comunque presbite dopo i 42-45 anni. In sostanza si tratta di un “irrigidimento dell’occhio” che non riesce più ad adattarsi alla visione ravvicinata.

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    Ha come effetto secondario negli ipermetropi la quasi contemporanea difficoltà di accomodazione da lontano per diottrie superiori ad almeno +1,50 che prima venivano compensate con l’accomodazione. I miopi invece, abituati ad utilizzare gli occhiali o le lenti a contatto per la visione degli oggetti in lontananza, riusciranno a leggere da vicino senza l’utilizzo della correzione.

    Secondo diversi studi, è minore in abitanti delle basse latitudini. Si manifesta con visione sfocata e  annebbiata da vicino, migliorabile allontanandosi da ciò che si osserva o aumentando l’illuminazione.

    La correzione avviene con lenti oftalmiche positive o meno negative nei casi dei miopi. Altre soluzioni compensative sono rappresentate dall’utilizzo di lenti a contatto, generalmente di tipo multifocale. La chirurgia refrattiva, con gli ultimi modelli di laser a femto-secondi (FEMTO-LASER) consente con particolari programmi di correggere gran parte della presbiopia semplice e, in contemporanea, l’eventuale presbiopia associata. In alcuni casi di astigmatismo molto elevato, specie dopo i trapianti di cornea, si ricorre tuttora ad incisioni nello spessore corneale in grado di modificare la curvatura più elevata.

  • Terapie

    occhiali-miopeCorrezione dei Difetti Visivi

    La correzione dei difetti visivi può essere una correzione tempiale (occhiali), tramite lenti a contatto o con un intervento chirurgico.

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