Il Cheratocono

corneaLa Cornea

La cornea è una lamina trasparente (grazie ad una struttura microscopica estremamente regolare), incolore, sprovvista di vasi e convessa anteriormente che costituisce il segmento anteriore della tonaca fibrosa del bulbo oculare. Oltre alla funzione meccanica e di sostegno essa rappresenta la lente più potente dell’apparato visivo che, assieme al cristallino, permette ai raggi luminosi di convergere sul piano retinico, consentendo così la corretta messa a fuoco delle immagini. Per questo la sua regolarità e trasparenza sono condizioni indispensabili per una corretta visione.

Diverse sono le alterazioni patologiche che possono interessare la cornea e come conseguenze si possono avere:

  • variazioni della trasparenza
  • variazioni della curvatura
  • variazioni dello spessore

cheratocono

  • Cos’è il cheratocono

    Il cheratocono è una distrofia corneale progressiva che modifica la forma della cornea la quale, perdendo la sua funzione elastica di contenimento, non sarà più in grado di contrastare la pressione oculare e si allungherà in avanti assumendo le caratteristiche di un cono (fa quindi parte delle patologie che causano variazioni della curvatura). Questa deformazione, col passare del tempo, provocherà di conseguenza un assottigliamento della cornea a livello dell’apice del cono.

    emanuelli

    Nella prima foto cornea normale, nella seconda foto cheratocono

    La malattia insorge di solito durante l’adolescenza (sono rari i casi di cheratocono congenito) e si manifesta con una riduzione dell’acuità visiva.
    La causa specifica non è ancora nota anche se si pensa che vi sia una predisposizione ereditaria. Il cheratocono è per lo più bilaterale anche se può progredire in modo differente nei due occhi.

  • I sintomi

    • CALO VISUS: Essendo la cornea il primo strato deputato al passaggio della luce, una sua modificazione porterà all’insorgenza di un astigmatismo irregolare che non permetterà alle immagini di focalizzarsi correttamente sulla retina che risulteranno quindi sfocate e distorte. Nella maggior parte dei casi l’astigmatismo irregolare è associato ad un certo grado di miopia causato dall’ allungamento del bulbo in seguito alla deformazione conica della cornea.

    Passaggio dei raggi luminosi in un occhio normale e con cheratocono.

    Passaggio dei raggi luminosi in un occhio normale e con cheratocono.

    • AUMENTO DELLA SENSIBILITA’ VERSO RIFLESSI E LUCI (FOTOFOBIA): è dovuta soprattutto all’effetto di scattering (dispersione irregolare della luce) legata all’irregolarità della superficie.
    • INSORGENZA PiU’ O MENO IMPROVVISA DI MIOPIA: di solito a 16-18 anni, un adolescente, che fino ad allora aveva sempre avuto una buona vista, si lamenta con i genitori di una visione fastidiosa e imperfetta. I tentativi di correzione con occhiali portano ad un miglioramento ma, comunque, con risultati non del tutto soddisfacenti. Nonostante il visus possa essere di buon livello (anche 7-8/10) il paziente continua a lamentare visione fastidiosa e faticosa. Ad un esame più accurato risulterà la deformità della superficie della cornea e la conseguente diagnosi.
    • PERCEZIONE DI ALONE INTORNO ALLE LUCI: legata al fenomeno dello scattering, di cui sopra.
    • MAL DI TESTA: per lo sforzo richiesto soprattutto nella lettura e nell’uso di dispositivi elettronici.
    • VISIONE SDOPPIATA: dovuta all’insorgenza dell’astigmatismo irregolare.
  • Classificazione

    Il cheratocono può essere classificato in tre stadi principali:

    • Iniziale: nelle fasi iniziali il difetto visivo generato dal cheratocono potrà essere corretto con occhiali o lenti a contatto morbide, nello specifico con lenti aberrometriche che, rispetto agli occhiali convenzionali, aiutano a ridurre i disturbi visivi quali aloni, abbagliamento, visione sdoppiata o deformata garantendo cosi la migliore qualità visiva. L’unico inconveniente sta nell’elevato costo e nella possibilità di rivolgersi a pochi centri di riferimento sul territorio italiano. In alcuni casi si può ricorrere all’intervento chirurgico di fotoablazione della cornea mediante laser ad eccimeri (vedi terapia), ma questa soluzione va valutata con molta cautela caso per caso.
    • Intermedio: i difetti di vista causati dall’ulteriore sfiancamento della cornea non saranno più correggibili con la semplice prescrizione di occhiali ma si dovrà ricorrere all’ utilizzo di lenti a contatto rigide che riescono a regolarizzare la forma della cornea schiacciando l’apice del cono e garantendo cosi ottimi valori di visus. Tuttavia queste lenti non vengono ben tollerate in quanto l’uso frequente causa microabrasioni all’apice del cono che favoriscono la perdita di trasparenza della cornea. Per questo motivo spesso si preferisce ricorrere a speciali lenti realizzate su misura come le lenti morbide spessorate, asferiche, sclerali, gemellate e piggy-back (che consiste nel posizionare una lente gas permeabile in cima ad una lente morbida in silicone hydrogel). In alternativa si può ricorrere ad interventi chirurgici non particolarmente invasivi. (v. terapia)
    • Avanzato: in questo stadio la cornea risulterà ulteriormente deformata e assottigliata e il paziente percepirà un ulteriore e importante calo visivo. In questo caso la soluzione è un intervento chirurgico.

    Il cheratocono può essere classificato anche in base alla posizione, che potrà essere centrale, periferica o interessare sia il centro che la periferia cornale; ovviamente i cheratoconi che si sviluppano nella zona centrale presenteranno caratteristiche più invalidanti.
    emanuelli
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  • Esami

    Topografo – Pachimetro SIRIUS

    topografia-cornealeSi tratta di un metodo non invasivo che consiste nella proiezione di anelli luminosi concentrici sulla superficie corneale grazie all’eccellente combinazione tra una telecamera Scheimpflug rotante e un disco di Placido. In caso di cheratocono i cerchi riflessi dalla superficie corneale non saranno concentrici, come in una cornea normale, ma saranno decentrati nella zona corneale corrispondente all’apice della deformazione.

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  • Terapie

    Trattamento del Cheratocono

    Normalmente la correzione ottica del cheratocono può essere eseguita con occhiali negli stadi molto iniziali.
 In caso di intervento chirurgico, il Cross Linking è una tecnica chirurgica non invasiva che punta a rafforzare i legami nello stroma della cornea, il tessuto interessato dalle alterazioni patologiche provocate dal cheratocono. Un altro intervento possibile è l’applicazione di ICR (Intra Corneal Rings).

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